Nucleare si… nucleare no!

Anche l’Italia si interroga sull’energia nucleare e sulla possibilità, dopo il referendum abrogativo del 8-9 novembre del 1987, di ammettere nuovamente questa forma di energia.

Pochi mesi fa il Parlamento Europeo ha esplicitamente formalizzato la posizione nuclearista dei paesi europei ed oggi gli fa eco anche il Medio Oriente.

Il recente summit tra Inghilterra e Francia ha portato il nucleare nuovamente di moda, il vertice tra Nicolas Sarkozy e Gordon Brown, secondo l’autorevole Guardian, è incentrato su accordi per la costruzione di centrali nucleari di nuova generazione in grado non solo di fornire energia a Inghilterra e Francia, ma anche di venderla ad altri paesi europei.

Centrale nucleare di Cofrentes (Spagna)

Ma cosa ne pensano gli italiani?

Il recente rapporto di Legambiente, “Ambiente Italia 2008. Scenario 2020: le politiche energetiche dell’Italia”, interamente dedicato all’energia e al cambio climatico, sembra svelare una situazione critica, ma non definitivamente irreversibile. L’Italia può farcela, è possibile realizzare gli obiettivi fissati dalla UE al 2020 per il potenziamento dell’efficienza energetica, la diffusione delle fonti rinnovabili e la riduzione delle emissioni di gas.

Il dibattito sulla possibilità che l’Italia ricominci a produrre energia nucleare è quindi sempre più vivo. La questione entra di diritto anche nella campagna elettorale in corso, con la proposta del Popolo delle Libertà (PdL) di riprendere in considerazione l’opzione nucleare, perchè unica strada per il futuro.

Per il PdL infatti, le forme di energie basate sul petrolio sono destinate ad esaurirsi, mentre le energie rinnovabili non saranno per un futuro prevedibile in grado di garantire un apporto significativo alle esigenze di energia di un paese come l’Italia (secondo Claudio Scajola, ex Ministro delle Attività produttive dell’ultimo Governo Berlusconi, il nucleare di quarta generazione, promosso nell’incontro tra Inghilterra e Francia lo scorso 25 marzo, offre in questo senso garanzie ancora maggiori delle centrali del passato).

Dall’altra parte vi è il secco no del Partito Democratico (PD), secondo il quale è importante proseguire nello sviluppo delle energie rinnovabili (energia solare su tutte, secondo Roberto Della Seta, responsabile Ambiente del PD) e continuare nella ricerca per un nucleare sicuro e che risolva la questione delle scorie.

Tu cosa ne pensi della possibilità di ammettere nuovamente l’energia nucleare in Italia? Pensi che le energie rinnovabili siano sufficienti per il fabbisogno mondiale? Pensi che l’Italia riuscirà a compiere gli obiettivi fissati dall’UE per il 2020? In che maniera potrebbe farcela?

Più informazioni: Il portale dell’Unione Europea, La Stampa, Legambiente, Ecoblog e Ermesambiente.

Pierpaolo Fazio

2 commenti su “Nucleare si… nucleare no!”

  1. Ale dice

    Il nucleare è un tipico esempio dell’incoscienza della classe politica. Ammesso che una centrale nucleare suia adeguatamente sicura (ma non concesso, considerando chi si metterebbe in gara per gli appalti) resta la questione del costo. Qualche decennio di convenienza, seguito da secoli di tracollo insostenibile: proprio come lo sono i derivati finanziari, cui le amministrazioni locali infatti ricorrono molto spesso. Già dopo 70 anni avremmo bruciato la convenienza iniziale.

    In Italia, poi, non abbiamo ancora trovato dove mettere le poche scorie dell’avventura precedente. Non siamo in grado di installare neanche gli inceneritori. E quando si vede un Belpietro dare lezione di energia nucleare a Carlo Rubbia, come accadde ad Annozero, si comprende bene lo spessore demagogico di questa “soluzione”.

  2. michele dice

    con tutto il sole che abbiamo in italia potremmo illuminare l’intera Europa….

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